Appalto Poste, torna lo stato di agitazione
I sindacati: «Dal 23 luglio attendiamo ancora la bozza dell’accordo». Stop a supplementari e sostituzioni
Torino 24 settembre 2026 - Si riapre il confronto sindacale nell’appalto delle pulizie di Poste Italiane. Dopo oltre due mesi di attesa e diversi solleciti rimasti senza esito, Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil hanno deciso di riattivare lo stato di agitazione dei lavoratori, con il blocco del lavoro supplementare e delle sostituzioni.
La vertenza era partita nei mesi scorsi su iniziativa della Fisascat Cisl, che aveva proclamato lo stato di agitazione denunciando una serie di criticità nell’organizzazione dell’appalto. La mobilitazione era stata successivamente sospesa per consentire la ripresa del confronto con le aziende e favorire una soluzione negoziale.
Il punto di svolta avrebbe dovuto essere l’incontro del 23 luglio, al termine del quale le organizzazioni sindacali erano rimaste in attesa di una bozza destinata a formalizzare quanto discusso al tavolo.
Quella bozza, però, secondo quanto riferiscono i sindacati, non è mai arrivata.
«Abbiamo atteso, sollecitato più volte e lasciato tutto il tempo necessario affinché quanto discusso potesse essere tradotto in un documento concreto — spiegano le organizzazioni sindacali — ma a oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Non è possibile continuare a mantenere sospesa una mobilitazione senza che dall’altra parte arrivino risposte precise».
Da qui la decisione di riaprire unitariamente lo stato di agitazione. Il blocco riguarderà il lavoro supplementare e le sostituzioni e resterà in vigore fino a quando non arriverà un riscontro alle richieste avanzate dai rappresentanti dei lavoratori.
Per i sindacati, la questione non riguarda soltanto il documento atteso da luglio, ma più complessivamente la necessità di avere certezze sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni dei dipendenti impegnati nell’appalto.
Le organizzazioni sindacali chiedono ora un intervento rapido delle aziende per riaprire il confronto e arrivare a una soluzione condivisa. In caso contrario, avvertono, potrebbero essere messe in campo ulteriori iniziative sindacali.
«La disponibilità al confronto non è mai mancata — sottolineano i sindacati — ma deve essere accompagnata da atti concreti. L’obiettivo resta quello di trovare una soluzione, tutelando però fino in fondo le lavoratrici e i lavoratori dell’appalto».
